RESIDUI — N° 01
Aprile 2026 · Note dallo studio APB
Sulla collezione più recente — 2025, in corso
Nuda è uno spazio prima ancora che un progetto. È un gesto di sottrazione, non di aggiunta.
Nasce dopo anni di lavoro su forme piccole, e da una trasformazione: l'incontro con una pratica più libera, più scultorea. Da lì, il passaggio a forme più grandi, costruite con tecniche diverse, dove il gesto si apre e la materia prende presenza.
Al centro, la sperimentazione. Gres e porcellane cotti ad alte temperature — sopra i 1250°C, dove gli smalti entrano in fusione profonda e la superficie comincia a vivere di sé. Smalti autoprodotti a partire da feldspati, ceneri, ossidi di ferro e rame. Ingobbi applicati a crudo, che in cottura si ritirano e si screpolano secondo tempi che non controllo. Ogni pezzo esce dal forno con un margine di imprevedibilità che è parte del metodo, non un incidente.

Nuda, gres smaltato — studio APB, aprile 2026
Negli ultimi mesi il forno ha restituito superfici che non mi aspettavo — una delle opere è uscita con una texture ad effetto vulcanico.
Nuda è questo passaggio. Una ricerca più ampia, più libera.
Annalisa Siano